"Il discorso sulla marca, sulle sue relazioni, il/i suoi ruoli, il suo futuro, è probabilmente senza fine, dato che senza fine, e sostanzialmente imprevedibili, sono gli sviluppi della società, dei bisogni dei clienti, delle modalità di scelta e di acquisto, dell’evolversi dei canali distributivi e delle nuove tecnologie.(...) Da parte nostra non possiamo proporre soluzioni, né temporanee né tanto meno definitive: la letteratura di marketing è già ricca di soluzioni “ready to use”, di panacee miracolose offerte da sedicenti guru o nuovi imbonitori.
Insomma, non applichiamo ricette standard ma esploriamo le tante direzioni di intervento che la realtà attuale ci mette a disposizione per un rilancio non temporaneo della marca, in grado di farla decollare e riprendersi da quella crisi di leadership che rischia di attanagliarla. (...) Dunque grandi opportunità. Peccato che in questa fine del 2009 i primi segnali che provengono dal sistema di marca, anche dai comparti del largo consumo che stanno superando la crisi 2007-2009 senza particolari problemi, sembrano andare nella direzione opposta. La tendenza 2010 degli investimenti delle aziende sembra andare verso il drenaggio delle risorse destinate al supporto della marca e del suo valore (comunicazione, posizionamento, etc.) per aumentare - per contro - le risorse destinate alle promozioni ed alle operazioni di taglio di prezzo. Ovvero, esattamente l’opposto di quanto si è cercato di evidenziare nelle pagine precedenti. La marca rischia di abiurare il suo ruolo; la relazionalità con il cliente rischia di essere seriamente compromessa dal ricorso massiccio a promozioni, offerte, tagli prezzo. Il valore, che ricordiamo bene non è uguale al prezzo pagato, si appiattisce sul prezzo al punto tale da forzare il cliente ad una migrazione, ad un picking di offerte, dimenticando il legame con la “sua” marca. Una marca che diventa una “belle de jour”, offerta a poco prezzo, usata e dimenticata, in cui la progettualità, la relazione duratura, la fedeltà, diventano una chimera. Se fosse così la marca avrebbe vita sempre più grama, diventerebbe una sintesi di valore sempre più rarefatta. Per lasciare posto, infine ad un simulacro della marca: la marca-non marca, di buona visibilità, ma a cui non si tributano né onori né fedeltà. La distanza fra brand e unbranded tornerà ad annullarsi? Significherebbe la chiusa di un ciclo di più di 100 anni: 1886, Atlanta, Georgia, nasce la Coca-Cola."
Quello che precede è un estratto dalle ultime pagine del libro, per chi non ama sorprese e vuol sapere subito chi è l'assassino. Gli autori sono parte del network Dogma Consulting, per cui ogni recensione o invito all'acquisto sarebbe perlomeno poco elegante. Magari, se ci sarà qualche lettore in vena di feedback, sarà bello accogliere i suoi commenti sul sito, belli o brutti che siano.
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