Le ricerche senza qualità stanno diventando la tipologia più diffusa? Ovviamente no, tutti dichiariamo che le nostre ricerche sono di alta qualità. Le nostre ricerche sono per definizione le più strategiche ed i nostri clienti i più smart del mercato.
Ed in fondo anche gli uffici acquisti con cui abbiamo a che fare non solo male, certo comprare idee e professional è diverso che comprare software e hardware, o - più banalmente - toner e carta. Lo sappiamo, non è facile neppure per loro. Quindi il mondo ha accesso alla migliore ricerca di qualità e sviluppa il marketing migliore del mondo.
Sotto questi auspici il mondo dovrebbe essere perfetto, i prodotti, i servizi ed i processi finemente ottimizzati.
Ma la nostra stessa esperienza di consumatori tradisce una realtà diversa: i prodotti ed i servizi non sono ottimali, a ciascuno di noi nella balenano ogni tanto nella mente almeno 2-3 cose che una delle nostre marche preferite non ha mai fatto, ma che sarebbe proprio carino che facesse. Proprio quelle cose che ci farebbero alzare un sopracciglio, ci strapperebbero un perbacco o un apperò di sincera, ammirata sorpresa… Peccato che nessuno ci abbia pensato o valutato seriamente come assecondare quel nostro desiderio. Ma allora, a che serve tutta la nostra tecnologia di ricerca senza un’idea? O senza che l’idea raccolta dalle maglie della ricerca riesca a percolare nella pipeline dell’organizzazione aziendale? Forse sommessamente ci toccherebbe dire: arridateci per cortesia le ricerche più basiche, con meno modellistica e tecnologia, quelle della nonna, insomma. Le scambiamo volentieri con un’idea di marketing, anche piccola ma nuova ed ariosa, che sappia far fare al nostro piccolo mondo di modesti consumatori (e ricercatori a tempo perso) un passettino in avanti. Cosa fareste voi? Quali sono le 10 idee che farebbero vincere il nobel della soddisfazione dei bisogni del cittadino-consumatore o più semplicemente: essere umano? Il concorso è aperto, Stoccolma aspetta.
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